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Curarsi a Ceprano


Forse non tutti sanno che il nostro Sindaco reale, Dr. Renato Russo, presta servizio all’Ospedale Ferrari di Ceprano, essendo un medico. E oggi, per poco, non si è trovato a dover curare il suo alterego. Non che ci somigliamo molto, a dire il vero. Con tutto il rispetto, non ce lo vedo proprio, il nostro Primo Cittadino, con una chioma lunga e rossa!
Scherzo, eh.

Sta di fatto che pure il vostro “sindaco virtuale”, cioè moi, è fatta di carne e ossa. Così, accade che, improvvisamente, anche lei abbia bisogno del Pronto Soccorso. E bacia per terra, per questo.

Cosa avete capito?
Ripensando alle voci sulla chiusura del 118, la qui presente, ha immaginato il calvario cui sarebbe andata incontro, se questo servizio pubblico non ci fosse più.

Ora facciamo una stima.

Ore 16,00: avvisaglia dei primi sintomi.
Ore 16,30: l’addome fa seri capricci.
Ore 17,00: sono già pronta per uscire.

M’avvio a piedi perchè fortunatamente vivo proprio a due passi dall’Ospedale, ma anche chi abita nella periferia può raggiungerlo velocemente con l’auto. In men che non si dica sono già dentro la struttura ospedaliera dove vengo sottoposta subito ai primi accertamenti e le prime cure. Alle 18,00 e passa, rischio di essere trasportata a Frosinone perchè le coliche persistono nonostante antidolorifici e buscopan. Tuttavia, dopo la seconda flebo, le condizioni migliorano e intorno alle 19,00 sono fuori dal tunnel!

Avete fatto un piccolo calcolo? Cinque minuti per raggiungere l’opsedale e aiuto nel giro di dieci.

Ora proviamo a ipotizzare un tempo necessario, in mancanza di un 118 nella città.

Ore 17,00: Che faccio, chiamo l’ambulanza?
A chi mi rivolgo?
Frosinone, presumo.
Intanto i miei dolori cominciano ad aumentare.
Ore 17,30 sto già imprecando in aramaico.
Ore 18,00 arrivano i soccorsi? Si spera!
Una prima iniezione, forse, per calmare, e poi di corsa verso l’Ospedale, ri-presumo, della Provincia.
Imprecando questa volta in cinese: per lo sballottolamento, per la mancanza di una toilette, per il tempo che mi divide dall’arrivo nel centro medico. La colica è renale, con conseguenti stimoli, non serve che puntualizzo, vero?
Ore 19,00 sono al Pronto soccorso di Frosinone, che è sempre superaffollato.
Moribonda.
E ovviamente ci sono le urgenze da rispettare.
Uno che si è affettato un dito, ha la precenza, giustamente.
In che lingua sto bestemmiando adesso?
Indovinate.
Finalmente, forse intorno alle 20,00 qualcuno mi vede.
Due ore minimo di lettino con flebo, o anche più, visto che intanto le coliche hanno proseguito il loro corso, mentre io potrei intanto venire ingagguata dal Circo Orfei, come provetta contorsionista!
Se non sono deceduta prima, tra viaggio e attesa, finalmente intorno alle 22,00 vengo dimessa.
Si ritorna a Ceprano. Evvai, sto bene!
Ma come ci torno?
Qualcuno dovrà venire a prendermi, non credo che l’autoambulanza sia lì che m’attende.
Fossi Moira Orfei in persona, pure pure!
Insomma, se tutto va bene, prima della mezzanotte sono a casa.

Ora tiriamo le somme:

Pronto soccorso di Ceprano: sollievo quasi immediato e in 2 ore tutto risolto.

Pronto soccorso di Frosinone : bestemmie assicurate, ulteriori disagi, sollievo ritardato e infine la guarigione.

Tempo stimato cira 7 ore!

Ammesso e non concesso che abbia un pò esagerato, c’è o non c’è -comunque- una bella differenza?
Ora, finchè vogliamo scherzare, scherziamo pure, ma in casi veramente gravi si potrebbe davvero rischiare grosso.
Avere il 118 a disposizione, per quanto possa fornire solo i primi soccorsi, è sempre meglio che niente.

Grazie al personale medico per la pazienza!

8 commenti a “Curarsi a Ceprano”

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  1. Claudio il 03 feb 2009 alle 11:44 ha detto:

    Stai bruciata secondo me!

  2. martita il 03 feb 2009 alle 15:44 ha detto:

    Che calvario, lo spunto di un fatto personale per fotografare una situazione generale di malsanità.
    che significa il commento n1?

  3. Maria Luisa Brandi il 03 feb 2009 alle 15:46 ha detto:

    Claudio,
    la tua critica priva di argomentazioni e anonima, dimostra che quello bruciato forse sei tu!
    Questo post, sotto forma di satira, contiene un maessaggio forte e chiaro: il pronto soccorso, per i cepranesi, è prezioso.
    E visto che a nulla serve permettere che chiunque commenti, giacchè tutto hai colto tranne il senso di questo articolo, mi convinco che è meglio adottare la moderazione.
    Commentoi idioti come questi saranno quindi cancellati.
    Ma il tuo resta, oh se resta, a dimostrazione della superficialità che ti contraddistingue. Amen.

  4. Maria Luisa Brandi il 03 feb 2009 alle 15:49 ha detto:

    Ciao Martita, Il commento #1 sta a significare che Claudio non ha capito proprio niente. Infatti, lo spunto personale e ironico mi è servito solo ed esclusivamente per sottolineare una realtà preziosa per i cepranesi. ;-)

  5. martita il 03 feb 2009 alle 16:52 ha detto:

    Mi pareva un commento un po’ da fulminato in effetti ;)

  6. Maria Luisa Brandi il 03 feb 2009 alle 17:05 ha detto:

    Mah, Martita, spero che il ragazzo (?), che non si rivela, volesse solo scherzare. Anche se il suo commento è solo uno sterile Ot. :-)

  7. lina d'amico il 04 feb 2009 alle 01:48 ha detto:

    cara maria Luisa, spero di aver capito bene, cioe’ tu hai immaginato di avere una colica renale, vero?
    Per dire, in modo “iperbolico satirico” quanto il Pronto Soccorso a Ceprano sia UTILE ai cittadini cepranesi e dintorni…. ci sei riuscita benissimo!

    Claudio, rileggiti bene tutto, m.Luisa non voleva dire ALTRO CHE BENE del
    Pronto Soccorso di Ceprano.

    Ed anch’io posso dirlo, perche’ a luglio scorso ho avuto veramente quel “dolore” tremendo, e il dottore di turno e gli infermieri hanno fatto il loro meglio per risolvere il tutto.

  8. Maria Luisa Brandi il 05 feb 2009 alle 01:40 ha detto:

    No Lina, hoavuto veramente una colica, ho soltanto immaginato il calvario della seconda parte, cioè quella in cui bisognerebbe rivolgersi al pronto soccorso di Frosinone, in caso il nostro fosse chiuso. Capito?

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